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TIM (azienda)
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mwbwTIM mwcaS.p.A. (in precedenza mwcqTelecom Italia S.p.A.) è un'mwcgazienda mwcwitaliana di mwdatelecomunicazioni, che offre mwdqservizi di mwdgtelefonia fissa, mwdwpubblica, mweamobile, mweqVoIP e mwegInternet.cite-ref-8-52-aiad-it-cita-1-0[1] Fornisce inoltre servizi e prodotti per la comunicazione, l’intrattenimento, la mwfwdigitalizzazione e la transizione digitale.cite-ref-8-52-aiad-it-cita-1-1[1]
L'azienda è detentrice dell'omonimo mwhqmarchio mwhgTIM per la vendita di servizi di telefonia fissa e mobile in Italia; è presente anche in mwhwBrasile con mwiaTIM Brasil e nella mwiqRepubblica di San Marino con mwigTIM San Marino.cite-ref-2[2]
TIM è anche il settimo gruppo economico italiano per mwkafatturato e tra i primi cinquecento mondiali.cite-ref-3[3] La società è quotata nell'indice mwlqFTSE MIB della mwlgBorsa Italiana.
Membro dell'mwmaIstituto Europeo per le Norme di Telecomunicazione (ETSI) e fornitore di servizi nel mwmqSistema Pubblico di Connettività (SPC),cite-ref-4[4] TIM gestisce una parte della connettività mwngInternet e mwnwIntranet della mwoapubblica amministrazione italiana in attesa del subentro dei fornitori (mwoqBT Italia, mwogTiscali e mwowVodafone Italia) aggiudicatari della gara mwpaConsip,cite-ref-5[5] in virtù del contratto stipulato nel 2016.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]
TIM opera in Italia e in Brasile fornendo tecnologie e servizi digitali a supporto della transizione digitale di entrambi i Paesi.cite-ref-18-93-cagliaridlab-it-cita-10-0[10] Sviluppa inoltre servizi e prodotti in un’ottica di crescita sostenibile e innovazione nel settore pubblico e privato, integrando principi di sostenibilità, strategia climatica ed economia circolare.cite-ref-19-81-anitec-assinform-it-cita-11-0[11]
Attraverso TIM Enterprise, offre servizi e prodotti end-to-end per le aziende e la Pubblica Amministrazione, focalizzandosi su attività quali cloud, IoT e cybersecurity. Si avvale della rete di data center più estesa in Italia e delle competenze di Noovle, Olivetti e Telsy, società del Gruppo TIM, nonché di collaborazioni internazionali. Tramite Sparkle sviluppa infrastrutture per la rete mobile 4G e 5G e la rete fissa in fibra su scala internazionale.cite-ref-8-52-aiad-it-cita-1-2[1]
Le attività in Brasile sono svolte attraverso TIM Brasil, tra le maggiori realtà nel mercato delle telecomunicazioni in Sud America, in particolare nella copertura per la rete mobile 4G e 5G.cite-ref-22-61-firstonline-infow-14-0[14]
Contents
• Storia
• 2026
• Cessioni
• Loghi
• Azioni
• Note
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Storia
Le origini
Il mweqgoverno Mussolini, con il mwegregio decreto-legge 8 febbraio 1923, n. 399, riorganizzò il sistema telefonico, dividendo il territorio italiano a partire dal 1925 in cinque zone gestite da cinque operatori differenti: in mwewLombardia, mwfaPiemonte e mwfqValle d'Aosta (mwfgSTIPEL), nelle mwfwTre Venezie (mwgaTELVE), in mwgqLiguria, mwggItalia centrale tirrenica e mwgwSardegna (mwhaTETI), in mwhqEmilia-Romagna e mwhgItalia centrale adriatica (mwhwTIMO) e nell'mwiaItalia meridionale e mwiqSicilia (mwigSET).
Nello stesso anno la mwkgSocietà Finanziaria Telefonica (STET), facente parte del gruppo mwkwIRI per il settore delle mwlatelecomunicazioni, giunse a controllare: mwlqTelespaziocite-ref-16[16], azienda attiva nell'ambito delle comunicazioni spaziali, Radiostampa, azienda responsabile dei servizi telegrafici e radiotelegrafici, e mwmgItalcable, azienda impegnata nelle telecomunicazioni intercontinentalicite-ref-17[17]. Nel 1964 STET creò inoltre il proprio centro di ricerca sperimentale del gruppo, ossia il mwnwCentro studi e laboratori telecomunicazioni (CSELT) di mwoaTorino, e, nel 1976, il mwoqcampus della mwogScuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli all'mwowAquila per le proprie attività di formazionecite-ref-18[18].
Superata la crisi economica degli mwqqanni '70, che colpì anche mwqgSIP, gli mwqwanni '80 videro il piano di ristrutturazione della società con l'introduzione del nuovo marchio aziendale, una maggiore varietà di servizi e prodotti, nonché innovazioni sul piano tecnologico, come i nuovi sistemi informativi. Nel 1985, con il progetto San Salvador, cominciò il processo di digitalizzazione della rete telefonica su tutto il territorio italiano, a cui si aggiunse l'introduzione delle mwrafibre ottiche, dopo avere realizzato in via sperimentale, nel 1977, la prima linea urbana a livello mondiale con progettazione e tecnologia CSELTcite-ref-19[19].
Nel 1985 STET vendette alcune azioni SIP, passando dall'82% al 54% della quota azionaria, pur continuando a detenerne il controllo.
Nel 1993 iniziò l'avvento della mwswrete intelligente, la quale offriva per la prima volta un'ampia gamma di servizi in tutta Italia, ad esempio il nuovo mwtanumero verde, esistente da qualche anno sulla mwtqrete telefonica generale (RTG) e sulla rete fonia-dati (RFD)cite-ref-20[20].
Il riassetto e la fusione STET-SIP
La nascita di Telecom Italia è strettamente legata al processo di mwwqliberalizzazione del settore delle telecomunicazioni, avviato negli mwwgStati Uniti d'America all'inizio degli anni Ottanta e avvertito anche in mwwwEuropa, dove fu fortemente connesso alla mwxaprivatizzazione degli operatori nazionalicite-ref-21[21].
Telecom Italia
Telecom Italia nacque formalmente il 27 luglio 1994 a mwywTorino, in mwzaPalazzo Vallesa della Martiniana con l'atto di fusione deliberato dalle assemblee del 19 maggio dello stesso anno di SIP con mwzqIritel, Telespazio, Italcable e mwzgSIRM, società del gruppo mwzwSTET già operative nel settore delle telecomunicazioni. Ciò faceva seguito al "piano di riassetto del settore delle telecomunicazioni" presentato al mw0aMinistero del tesoro dall'IRI il 30 giugno 1993, nel quadro delle disposizioni contenute nella legge n.58 del 29 gennaio 1992cite-ref-22[22].
Telecom Italia Mobile
Nel 1995, con una scissione parziale dalla casa madre, nacque mw1wTelecom Italia Mobile (TIM), il cui capitale era controllato per il 63,01% da STET. Per massimizzare l'incasso dalla prevista privatizzazione viene deciso, nel 1997, di portare avanti il piano cosiddetto di mw2aSuperSip, ovvero la concentrazione di tutte le attività operative nella società da mettere in vendita. La Finanziaria STET e Telecom Italia vennero quindi fuse: la nuova società prese il nome di Telecom Italia.
Verso la fine del 1996, durante la direzione di mw2gVito Gamberale ed mw2wErnesto Pascale, TIM fu il primo operatore mondiale a lanciare un piano tariffario basato su una carta prepagata su rete mw3aGSM, che generò in poco tempo una rapida crescita della telefonia mobilecite-ref-23[23]. In merito allo sviluppo della rete in fibra ottica, venne inaugurato il mw4qprogetto Socratecite-ref-mauriziomatteodcina-24-0[24], poi abbandonato a causa dei costi elevaticite-ref-25[25]cite-ref-26[26].
Privatizzazione Pagine Gialle
Contestualmente, mw8aSeat Pagine Gialle venne scissa da Telecom Italia e nel 1996 venne portata a termine la privatizzazione a favore di Ottobi, cordata formata da mw8qDe Agostini (maggior azionista), Telecom (20%), mw8gCOMIT e Investitori Associati.
1997: la privatizzazione
Sotto la presidenza di mw9qGuido Rossi e in seguito all'uscita di Ernesto Pascale, il 20 ottobre 1997 venne attuata dal mw9ggoverno Prodi la mw9wprivatizzazione della società: dalla vendita del 35,26% del capitale si ricavarono circa mw-a26 000 miliardi di lire. La privatizzazione, che comportò la quasi totale uscita del Ministero del tesoro dall'azionariato Telecom, venne realizzata con la modalità del cosiddetto "nocciolo duro": si vendette cercando di creare un gruppo di azionisti che fossero in grado di farsi carico della gestione della società. Il governo non prese in considerazione il piano proposto dalle associazioni di far aderire al capitale di Telecom gli oltre mw-q100 000 dipendenticite-ref-27[27].
A conclusione dell'mw-wOPV (offerta pubblica di vendita), le azioni vennero collocate a mwaqa10 902 mwaqelire; il 27 ottobre 1997 Telecom Italia, privatizzata, fu collocata alla mwaqiBorsa di Milanocite-ref-28[28]cite-ref-29[29]. A causa della scarsa risposta degli investitori italiani, il "nocciolo duro" non fu in realtà tale: il gruppo, con capofila la mwaqsfamiglia Agnelli, riuniva solamente il 6,62% delle azioni e si rivelò molto fragilecite-ref-30[30]. Nel novembre 1998 Franco Bernabè venne scelto come amministratore delegato di Telecom Italia.
1999-2001: l'offerta pubblica di acquisto da parte di Olivetti
Dal mese di febbraio 1999, mwariOlivetti – già nel settore delle telecomunicazioni con mwarmOmnitel e mwarqInfostrada, cedute in seguito a mwaruMannesmann – lanciò un'mwaryOPAS (offerta pubblica di acquisto e scambio) attraverso la Tecnost di mwarcRoberto Colaninno, riuscendo ad ottenere, nel giugno dello stesso anno, il controllo della società con una quota del 51,02%. L'OPAS andò a buon fine, nonostante la contrarietà di Bernabè, che considerava il documento del piano "lacunoso" e non conforme alla normativa vigentecite-ref-31[31]cite-ref-32[32]. Il mwasaFinancial Times criticherà l'operazionecite-ref-33[33].
Telecom Italia era una delle poche mwasysocietà ad azionariato diffuso italiane, in cui il Ministero del tesoro aveva ancora una quota del 3,5%, pari a due miliardi di euro. Il Tesoro non si presentò all'assemblea degli azionisti che doveva decidere le contromisure alla scalata, preferendo mantenere neutralità rispetto all'operazione. La legge sulla mwascmwasggolden share avrebbe permesso al Tesoro il mwaskdiritto di veto sull'operazionecite-ref-34[34].
La somma con cui la scalata fu finanziata, complessivamente trenta miliardi di euro, venne raccolta per un terzo attraverso capitale proprio (aumento di capitale e vendita di Omnitel e Infostrada) e per due terzi attraverso il prestito bancario e la conversione delle azioni Telecom Italia in obbligazioni e azioni della Tecnost, la controllata di Olivetti che si era indebitata per controllare Telecomcite-ref-35[35]. A questo punto è Bell, una società con sede in mwatmLussemburgo, a controllare a monte la catena con il 22% di Olivetticite-ref-36[36]. Il gruppo Olivetti, con un fatturato da attività proprie pari a 1,3 miliardi e un debito di 16 miliardi, controllava il 51% del gruppo Telecom, che nel 1999 aveva un fatturato di 27,1 miliardi e un debito di appena 8,1 miliardi.
Conseguentemente all'espansione internazionale in Europa e in Sud America, iniziata durante la gestione pubblica, e in seguito all'acquisto di Seat Pagine Gialle, il debito del gruppo Telecom Italia salì a 21,9 miliardi, come dichiarato nel bilancio 2001. Il gruppo, per ovviare alla nuova e improvvisa situazione di presenza di esuberi, oltre 10 mila, annunciò un piano di pensionamenti.cite-ref-37[37]
Nel 2001, lo storico centro di ricerca mwat4CSELT, già IRI-STET, venne scorporato dopo quasi quarant'anni di ricerca a livello di eccellenzacite-ref-38[38]: il gruppo di tecnologie vocali effettuò uno mwaummwauqspin-off, divenendo una nuova società, denominata mwauuLoquendo S.p.A. e controllata al 100% da Telecom; la parte più consistente, invece, divenne TILab (Telecom Italia Lab), pure controllata totalmente da Telecom Italia.
2001-2007: gestione Pirelli
Olimpia e la fusione Olivetti-Telecom Italia
Nel 2001, con il ritorno di mwaukBerlusconi al mwauogoverno, Colaninno e i suoi soci decisero di passare la mano. Dopo diverse trattative, venne trovato un accordo con Benetton e mwausMarco Tronchetti Provera, presidente di Pirellicite-ref-39[39].
I nuovi proprietari di Telecom Italia pagarono 4,175 euro ad azione per il 23% di Olivetti posseduto da Bell, una cifra molto alta, considerando che sul mercato la quotazione era di 2,25 euro. Tale operazione permise a Tronchetti Provera di scalare prevalentemente a debito l'azienda, evitando il lancio di un'OPA. Quest'ultima sarebbe costata di più alla sua compagine azionaria, ma avrebbe ridotto il peso del debito della Olivetti in Telecom Italiacite-ref-mauriziomatteodcina-24-1[24]cite-ref-ricerca-repubblica-it-40-0[40]cite-ref-int-parl-3-02555-41-0[41].
La cessione del 23% ha creato una mwav4plusvalenza (1,5 miliardi di euro) ad appannaggio di Bell, mwav8società veicolo lussemburghese, grazie alla quale Colaninno ed mwawaEmilio Gnutti detenevano il controllo di Telecom. A causa di tale plusvalenza, Bell è stata indagata per evasione fiscalecite-ref-42[42] e multata dall'mwawuAgenzia delle entrate per 1,937 miliardi di eurocite-ref-multa-43-0[43]. L'mwawoaccertamento con adesione a cui hanno aderito i soci di Bell ha permesso la riduzione delle sanzioni a un quarto del minimo, così la società ha dovuto versare al mwawsfisco solamente 156 milionicite-ref-multa-43-1[43].
Nel luglio 2001 Telecom era controllata dalla finanziaria mwaxeOlimpia, partecipazione di mwaxiPirelli (al 60%), mwaxmEdizione dei mwaxqBenetton, mwaxuBanca Intesa e mwaxyUniCredito Italiano, a cui in seguito si era aggiunta Hopa, la finanziaria bresciana di Gnutti (tramite Holinvest, mwaxcscatola cinese (vuota)) attraverso la quale Hopa deteneva il 3,7% di Telecom Italia. Il nuovo mwaxomanagement del Gruppo fu dunque diretto da Tronchetti Provera e la sede legale fu spostata da Torino a Milano.
Per accorciare la catena di controllo, con lo scopo di scaricare i debiti dei nuovi azionisti di controllo sull'azienda stessa, il 4 agosto 2003 avvenne la fusione con la controllante Olivetti, che incorporò Telecom Italia, assumendo contestualmente la sua denominazione socialecite-ref-44[44]. In seguito all'operazione, i debiti degli azionisti di controllo si riversarono sul gruppo Telecom. L'indebitamento netto passò infatti da 18,1 miliardi (bilancio 2002) a 33,3 miliardi (bilancio 2003). Per far fronte al notevole indebitamento, vennero venduti la maggior parte delle partecipate estere e gli immobili ceduti ai fondi partecipati da Pirelli Real Estate per un valore di 2,6 miliardi. Il Gruppo subì quindi un ridimensionamento sul mercato internazionalecite-ref-45[45]. La dismissione del patrimonio immobiliare di Telecom Italia, costituito da più di duemila edifici, tra cui uffici e centrali telefoniche, era iniziata durante la gestione precedente per un valore di 2,9 miliardi. La vicenda delle dismissioni immobiliari delle gestioni 1999-2007 è stata oggetto di critichecite-ref-int-parl-3-02555-41-1[41].
La fusione tra Telecom Italia e TIM
Nel gennaio 2005 Telecom lanciò un'mwazaOPA su TIMcite-ref-3-52-gruppotim-it-cita-46-0[46], azienda già abbondantemente controllata con quota maggioritaria del 56%. Il costo necessario per rastrellare le azioni TIM sul mercato elevò l'indebitamento di Telecom da 29,5 a 46,7 miliardi di euro (dato intermedio 2005), ovvero circa il 150% del fatturato. La fusione tra Telecom Italia e TIM venne finanziata con un mutuo contratto con una cordata di banche, nella misura maggiore da mwazuBanca Intesa.cite-ref-4-20-gruppotim-it-cita-47-0[47]
Successivamente Telecom Italia acquistò tutte le attività Internet della sua controllata mwazsTelecom Italia Media, portando nella controllante tutte le capacità per fornire contemporaneamente servizi voce, mobili e dati, lasciando intravedere l'idea di fornire nuovi servizi che sfruttassero la mwazwconvergenza fisso-mobile-dati, puntando sulla rete di vendita con il mantenimento del mwaz0market share sul mercato domesticocite-ref-5-28-gruppotim-it-cita-48-0[48].
Dal bilancio 2005 l'indebitamento finanziario netto risultava essere di 39,8 miliardi di euro.cite-ref-6-52-gruppotim-it-cita-49-0[49] Tuttavia, come già nell'anno precedente, la società decise, nel marzo 2006, di dare priorità all'aumento dei dividendi per gli azionisti; in risposta, l'agenzia mwaacFitch Ratings ridusse il mwaagmwaakrating di Telecom Italia, portandolo da A- a BBB+cite-ref-7-63-gruppotim-it-cita-50-0[50].
Secondo i dati di bilancio, durante la gestione Tronchetti Provera l'indebitamento netto del gruppo Telecom Italia incrementòcite-ref-ricerca-repubblica-it-40-1[40] (dai 21,9 miliardi del 2001 ai 37,3 miliardi di euro del 2006) contemporaneamente ad una rilevantecite-ref-int-parl-3-02555-41-2[41] riduzione e vendita di mwabscespiti: la maggior parte delle partecipate estere acquistate nel periodo 1995-2000 (quasi tutte strategiche o maggioritarie)cite-ref-51[51], mwaca22 396 dipendenti e una parte del patrimonio immobiliare costituito da edifici e centrali telefoniche cedute ai fondi partecipati da Pirelli Real Estate e Morgan Stanley (retrolocate alla stessa Telecom a tassi medi d'affitto superiori a quelli di mercato, come avvenne durante la gestione Colaninno)cite-ref-52[52]. A tali risultati si arrivò in seguito all'OPA delle azioni minoritarie di TIM (2005) e alla precedente fusione Olivetti-Telecom (2003).
L'ipotesi della divisione in quattro entità
L'11 settembre 2006 il Consiglio d'Amministrazione dell'azienda decide di procedere alla divisione e riorganizzazione dell'azienda Telecom Italia in quattro distinti settoricite-ref-53[53]:
• Telecom Italia (mwac0telefonia fissa);
• mwac8Telecom Italia Mobile (mwadatelefonia mobile);
• Telecom Italia Rete (la mwadmrete telefonica);
Lo scorporo della rete permise l'ingresso facilitato a tutti i nuovi operatori alternativi nella telefonia fissa e internet.
In un primo momento si era parlato di una possibile cessione di TIM, sia in mwadoItalia sia in mwadsBrasile, valutate rispettivamente 30-35 miliardi di euro e 6-7 miliardi di euro. La cessione avrebbe permesso a Telecom Italia di sanare il suo debito di 44 miliardi di eurocite-ref-54[54]. Numerose sono state le polemiche, anche di carattere politico, per quanto riguarda l'eventuale cessione dell'unico operatore mobile italiano a una società straniera o a mwaeaMediaset (ipotesi non impossibile, ma che avrebbe comportato delicatissimi problemi relativi alle norme contro i cartelli di società, avendo entrambe posizioni importanti nelle telecomunicazioni). Successivamente il futuro presidente mwaeeGuido Rossi dichiarerà che non esistevano ipotesi di modifica del perimetro delle attività di Telecom Italia, escludendo esplicitamente qualsiasi cessione. La divisione di Telecom Italia da TIM ha portato a un'inversione di tendenza nella strada che era stata intrapresa per la convergenza fisso-mobile.
Telecom Italia si sarebbe occupata, invece, della telefonia fissa e dei media, soprattutto grazie agli accordi con mwaemNews Corporation, di proprietà di mwaeqRupert Murdoch, in merito a contenuti televisivi.cite-ref-55[55] Gli accordi con Murdoch però non furono della portata prevista: fu annunciata solo la concessione in licenza del catalogo per la diffusione in linea su Alice Home TV.cite-ref-8-80-gruppotim-it-cita-56-0[56]
Dopo la decisione del consiglio di amministrazione, il presidente del consiglio mwae4Romano Prodi lasciò trapelare la propria insoddisfazione, affermando di "Non saperne nulla". Il 15 settembre 2006, dopo l'annuncio dello scorporo di TIMcite-ref-57[57], mwafmMarco Tronchetti Provera, in polemica con Prodi, si dimise dalla guida della società: la presidenza tornò, dopo nove anni, a Guido Rossi, che dovette lasciare la mwafqFIGC.cite-ref-58[58]
Dal 15 settembre 2006, dopo un delicato periodo legato all'inizio di un processo riorganizzativo, alla presidenza della società tornò il prof. mwaf4Guido Rossi, che succedette al dimissionario mwaf8Marco Tronchetti Provera, già presidente di mwagaPirelli e altre società. Vice presidente era mwageGilberto Benetton, che era anche presidente della finanziaria mwagiEdizione Holding e di mwagmAutogrill. Vice presidente esecutivo fu mwagqCarlo Buora, l'amministratore delegato mwaguRiccardo Ruggiero.cite-ref-59[59] Tra i consiglieri spiccano mwagoMassimo Moratti, Carlo Alessandro Puri Negri (di Pirelli), Gianni Mion (di Benetton), nonché mwagsGiovanni Consorte (di mwagwUnipol), quest'ultimo tra gli indagati per lo scandalo mwag0Bancopoli (poi dimessosi).
Il nuovo patto di controllo
La prima mossa di mwahqGuido Rossi alla guida di Telecom fu la creazione, il 18 ottobre 2006, di un "patto di controllo" dell'azienda tra Olimpia, mwahuMediobanca e mwahyGenerali, che controllavano in tutto il 21,5% della società: Olimpia (ora controllata all'80% da mwahcPirelli e al 20% da Edizione Holding) porta in dote il proprio 18%, Assicurazioni Generali il 2,01%, Mediobanca l'1,54%.cite-ref-60[60]
Il 15 febbraio 2007, Assicurazioni Generali passò dal controllo del 2,01% a quello del 4,06% di azioni Telecom Italia.cite-ref-61[61] Il patto di controllo tra le aziende Olimpia, Generali e Mediobanca arriva al 23,6%.
Il patto prevedeva vincoli sulle quote conferite, la possibilità per i contraenti di aumentare la loro quote e anche quella di vendere in prelazione ai soci. Esisteva inoltre l'opportunità per altri soci, che avessero più dello 0,5% del Gruppo, di entrare nel patto: si era parlato dell'ingresso di mwaiiIntesa Sanpaolo, mwaimCapitalia e UniCredit, mentre il secondo azionista Hopa (3,72%) ne era rimasto fuori. Il patto fu un passo decisivo per il rafforzamento dell'azionariato della società telefonica, che con l'ingresso di nuovi mwaiqpartner avrebbe potuto avvicinarsi alla soglia del 30% ,oltre la quale è obbligatorio lanciare un'offerta totalitaria. Presidente del nuovo patto fu, dopo la sua uscita da Telecom, mwaiuMarco Tronchetti Provera.
Anche in conseguenza del patto e dell'influenza dei nuovi soci nel controllo delle strategie del Gruppo, è definitivamente tramontata l'ipotesi di ricostituire TIM come società autonoma e di venderla successivamente insieme a Telecom Brasil.
La parentesi di Guido Rossi
A febbraio 2007 Telecom avviò i contatti con la spagnola mwaikTelefónica per l'entrata degli iberici nell'azienda italiana.cite-ref-62[62] L'ipotesi era quella di cedere una parte di Olimpia, la finanziaria che controllava il 18% di Telecom. Il 1º marzo 2007 l'azienda Telefónica annunciò in un comunicato che i contatti con Telecom Italia erano temporaneamente sospesi, ma continuavano quelli con altri soci al fine di arrivare a una cordata.
Il 16 febbraio 2007 il CdA ha approvato il nuovo assetto organizzativo basato su 4 entità e i relativi mwai8direttori generali:
• Domestic Fixed Services: Massimo Castelli;
• Domestic Mobile Services: Luca Luciani;
• Finance Administration and Control: Enrico Parazzini;
• Technology: Stefano Pileri.cite-ref-63[63]
Il 9 marzo 2007 venne presentato il nuovo piano industriale per il triennio 2007/2009 al quale, tuttavia, il mercato reagì facendo registrare un forte ribasso per le mwajoazioni di Telecom Italia, anche alla luce del fatto che gli mwajsutili risultvano in calo e, per il futuro, si annunciava una diminuzione dei mwajwdividendi.cite-ref-64[64]
Nel settembre del 2006 mwakiBeppe Grillo, piccolo azionista Telecom, lanciò un'iniziativa da lui battezzata "mwakmOPA alla genovese" (il cui nome ufficiale è mwakqShare Action) sul suo mwakublog,cite-ref-65[65] con la quale richiedeva a tutti gli azionisti di Telecom Italia di delegargli la rappresentanza nell'assemblea, con lo scopo di raggiungere un numero di azioni tale da consentire a lui, e quindi a tutti coloro che avessero aderito, di sfiduciare i membri del consiglio di amministrazione.
Il 16 aprile 2007, durante l'assemblea degli azionisti, Grillo prese la parolacite-ref-66[66] e accusò l'intero consiglio di amministrazione di manifesta incapacità manageriale, chiedendone infine le dimissioni tra gli applausi degli azionisti presenti in sala.
Grillo spiegò, inoltre, che la lunga procedura burocratica imposta da mwalaConsob gli impediva di rappresentare formalmente la totalità dei piccoli azionisti che gli avevano delegato il loro potere di voto, ma promise che all'assemblea successiva il piccolo azionariato sarebbe stato rappresentato in maniera compatta all'interno dell'assemblea dei soci.
2007-2013: gestione italiana e Telefonica
Il passaggio di proprietà da Olimpia a Telco
L'azienda messicana mwamuAmérica Móvil di mwamyCarlos Slim Helú e la statunitense mwamcAT&T – quest'ultima ritiratasi dall'operazione il 16 aprile 2007 – avanzarono offerte tese a rilevare ciascuna il 33% di Olimpia.cite-ref-9-99-telecomasia-net-cita-69-0[69]
A sorpresa, pochi giorni dopo l'annuncio delle due offerte, mwam0Guido Rossi, presidente della società dal settembre 2006, non avendo vista rinnovata la propria candidatura a far parte del consiglio di amministrazione (poi rinnovato nell'assemblea degli azionisti del 16 aprile 2007) si dimise da presidente dell'aziendacite-ref-70[70]cite-ref-71[71] non senza aver aspramente criticato, in un'intervista a mwanyLa Repubblica, mwancMarco Tronchetti Provera.cite-ref-72[72]
Al suo posto viene nominato mwan0Pasquale Pistorio come presidente di transizione.cite-ref-73[73]cite-ref-74[74]
Il 28 aprile una cordata italo-spagnola composta da mwaocMediobanca, mwaogGenerali, mwaokIntesa Sanpaolo, mwaooSintonia e mwaosTelefónica lanciò un'offerta per rilevare la quota di Pirelli in Olimpia, con la contestuale creazione di una società veicolo, denominata Telco S.p.A. (patto di controllo): quest'ultima nacque con lo scopo di controllare circa il 23% di Telecom Italia. Tale offerta fu accettata dal CdA straordinario tenutosi in tale data.
Il 24 ottobre 2007 vi fu la firma per il passaggio da Olimpia a Telcocite-ref-75[75] che ha concretizzato l'operazione ma ponendo 28 condizioni all'azienda Telefónica, legate anche ai Paesi dove le 2 aziende erano concorrenti, mwapein primis in Sudamerica. A dicembre furono nominati presidente mwapiGabriele Galateri di Genola e amministratore delegato mwapmFranco Bernabè, ex-presidente della compagnia telefonica.
Dopo l'arrivo di Telco, Pasquale Pistorio rassegnò le proprie dimissioni insieme a Riccardo Ruggiero e Carlo Buora.cite-ref-76[76] La presidenza spettava ora a mwapkGabriele Galateri di Genola, in carica dal 3 dicembre 2007, e mwapoFranco Bernabè ottenne la carica di amministratore delegato.cite-ref-77[77]
Negli stessi anni si registrò anche un incremento di attenzione nei confronti di tematiche ambientali e sociali: si ricordano nello specifico il lancio del progetto di sostenibilità mwaqaavoicomunicare (8 agosto 2008), la nascita della Fondazione Telecom Italia (24 dicembre 2008) e il sostegno alle popolazioni dell'Abruzzo e dell'Emilia-Romagna colpite dal terremoto.cite-ref-78[78]cite-ref-79[79]
Il 14 aprile 2008 venne nominato un nuovo consiglio di amministrazione, i cui 15 Amministratori restarono in carica per il triennio 2008-2010:cite-ref-10-1-gruppotim-it-cita-80-0[80] Gabriele Galateri di Genola e Franco Bernabè vengono confermati rispettivamente presidente e amministratore delegato di Telecom Italia.cite-ref-11-52-gruppotim-it-cita-81-0[81]
La creazione di Open Access
Nel febbraio 2008 Telecom Italia ha creato "Open Access",cite-ref-82[82] una nuova funzione per gestire tutte le attività di sviluppo e manutenzione delle infrastrutture tecnologiche di rete di accesso, i processi di fornitura dei servizi di accesso per la clientela della Telecom Italia e per gli altri Operatori e la relativa assistenza tecnica. Tutto ciò per una maggiore efficienza, qualità e parità di trattamento.cite-ref-83[83] "Open Access" è stato alla base del dialogo fra la Telecom Italia e l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ed è stato anticipato dall'assunzione di impegni volontari, approvati dall'Autorità nel dicembre 2008. Gli impegni, che hanno al centro il ruolo ricoperto da "Open Access" e dai suoi nuovi processi per sviluppare in modo autonomo, separato e trasparente la rete d'accesso della Telecom Italia, servendo a rafforzare il contesto competitivo. Sono insomma una sorta di garanzia nei confronti dei rischi competitivi tradizionalmente associati all'integrazione verticale della Telecom Italia (ossia, essenzialmente, possibili condizioni privilegiate di accesso alla rete fissa), nonché sull'aumento del grado di concorrenzialità in tutti i mercati mwarwretail collegati alla rete di accesso.
Nel 2008 è stata anche costituita la Fondazione Telecom Italia.cite-ref-84[84]
Il 27 ottobre 2009 i soci di Telco S.p.A., con l'eccezione di Sintonia, rinnovarono per altri tre anni il patto di controllo.
Allo scadere del mandato, il consiglio di amministrazione del Gruppo venne rinnovato nel 2011: Franco Bernabè fu nominato presidente esecutivo, mentre Marco Patuano divenne il nuovo Amministratore Delegato per il triennio 2011-2013.cite-ref-12-49-gruppotim-it-cita-85-0[85]
Il 5 ottobre 2012 Andrea Mangoni venne nominato presidente in Brasile di mwaskTIM Participações,cite-ref-86[86] incarico che terminò il 7 febbraio 2013, quando rassegnò le dimissioni,cite-ref-87[87] mentre Franco Bertone è direttore operativo (mwatmCOO) del gruppo mwatqTelecom Argentina dal 2008.cite-ref-88[88]
L'ipotesi di cessione totale di Telco a Telefónica e le dimissioni di Bernabè
Dopo che il titolo ebbe raggiunto il suo minimo storico a 0,5 euro ad azione, nella notte del 23 settembre 2013 Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo raggiunsero un accordo con Telefónica per la cessione a quest'ultima delle loro quote in Telco. L'operazione avrebbe permettesso al gestore spagnolo di portare dal 46 al 66% la sua partecipazione nella mwatsholding che controllava il 22,4% di Telecom Italia, con un'opzione per un ulteriore incremento fino al 70% nel breve periodo per poi arrivare al 100% a partire da gennaio 2014, in caso di approvazione da parte delle autorità mwatwAntitrust.
Il 3 ottobre 2013 Franco Bernabè diede le dimissioni come presidente di Telecom Italia ricevendo una liquidazione di 6,6 milioni;cite-ref-89[89] tutte le deleghe furono affidate temporaneamente all'ad Marco Patuano.
Nel periodo 2007-2013, durante la gestione Telco (Telefonica, Mediobanca, Intesa, Generali), dai dati di bilancio si registrò una riduzione dell'indebitamento netto (da 35,7 miliardi a 26,8 miliardi) e un calo del fatturato (da 31,3 miliardi a 22,4 miliardi) dovuto a vari fattori (concorrenza, mwaumover the top, vendita mwauqasset, azioni regolatorie, instabilità della mwauuGovernance). In questa fase, iniziò quel processo che vide una nuova composizione del fatturato con il calo dei servizi di voce (fissi e mobili) e la crescita della connettività e dei servizi a valore aggiunto.
2014-2018: Vivendi maggior azionista
Il 16 aprile 2014 si tenne l'assemblea societaria che insediò un nuovo consiglio di amministrazione, a maggioranza di membri indipendenti, e procedette con la nomina dei nuovi amministratori e di Giuseppe Recchi a Presidente del nuovo consiglio di amministrazione;cite-ref-13-17-gruppotim-it-cita-90-0[90] nel CdA del 18 aprile vennero conferite le deleghe e Marco Patuano confermato mwauwAmministratore delegato.cite-ref-14-74-gruppotim-it-cita-91-0[91]
L'uscita di Telco
Il 16 giugno 2014 mwavmGenerali, mwavqMediobanca e mwavuIntesa Sanpaolo hanno annunciato l'intenzione di uscire dal patto di controllo inerente all'holding Telco S.p.A.: in virtù di ciò, nei prossimi mesi mwavyTelefónica deterrà direttamente una partecipazione di circa il 15% in Telecom Italia, diventandone unico azionista di controllo,cite-ref-92[92] anche se di fatto gli amministratori Recchi e Patuano dichiarano che la società viene gestita come una mwavssocietà ad azionariato diffuso. La modifica della mwavwCorporate Governance ridusse il peso dell'azionista di controllo e traghettò progressivamente l'azienda verso lo mwav0status di mwav4società ad azionariato diffuso (mwav8public company).cite-ref-93[93]cite-ref-94[94]
Il 16 luglio 2014 Telefonica si avviò a ridurre sotto il 10% la propria partecipazione in Telecom Italia attraverso l'emissione di un mwawkbond convertendo in azioni Telecom da 750 milioni, pari quindi a circa il 6% del capitale del gruppo italiano. L'annuncio degli spagnoli, che con lo scioglimento di Telco avrebbero il 14,8% di Telecom, fu in pratica una mossa preventiva in funzione Cade: a dicembre l'Antitrust brasiliano – dopo il rafforzamento di Telefonica nella mwawoholding Telco, che è primo socio di Telecom – aveva sottolineato che l'incremento della quota era contraria agli impegni assunti con l'Authority e aveva chiesto agli spagnoli di conseguenza di uscire da Telecom Italia o di vendere la TIM brasiliana per riequilibrare la propria presenza nel mercato sudamericano. Con il convertendo triennale dunque Telefonica si è avviata verso la riduzione del proprio peso in Telecom Italia.
L'ultrabroadband: introduzione e diffusione della fibra e del 4G
Il 20 febbraio 2014 Telecom Italia ha debuttato nel mwaw0seed investment a favore delle mwaw4startup digitali.cite-ref-95[95] Gli investimenti, previsti per il triennio 2014-2016, si concentreranno su specifiche realtà selezionate in base alla capacità d'innovazione sul fronte tecnologico, mobile, digitale e dell'ICT.
Tale programma è parte del progetto Working Capital, attivo dal 2009, nel quale sono coinvolti circa mwaxq6 000 progetti di impresa.cite-ref-96[96]
Nel marzo del 2014 è stato approvato il processo di mwaxofusione per incorporazione di mwaxsTI Media in Telecom Italia, il cui perfezionamento era previsto entro il terzo trimestre 2015.cite-ref-sole-97-0[97]
Il 19 febbraio 2015 venne annunciato il progetto d'integrazione tra le due società da attuarsi nella forma di una fusione per incorporazione di Telecom Italia Media in Telecom Italia.cite-ref-98[98]
Il programma era finalizzato al risparmio dei costi di gestione, alla razionalizzazione della struttura del gruppo e alla semplificazione dell'intera offerta fissa, mobile e Internet dell'azienda.cite-ref-99[99]
In occasione del rebranding sono stati pianificati investimenti per accelerare lo sviluppo delle reti di nuova generazione.cite-ref-101[101]
Nell'aprile dello stesso anno l'azienda ha annunciato un accordo con mwazySky Italia per permettere agli abbonati l'accesso ai contenuti attraverso la connessione in mwazcfibra ottica di Telecom Italia.cite-ref-102[102]
Il 26 giugno 2014 è stato modificato lo statuto per renderlo conforme alla disciplina del cosiddetto mwaz0golden power, modificata dalla legge l'11 maggio 2012.cite-ref-15-37-gruppotim-it-cita-103-0[103]
Il 10 luglio 2014 si è conclusa con successo l'adesione al piano di azionariato per gli oltre mwa0m18 076 dipendenti che hanno richiesto la sottoscrizione di più di 96 milioni di azioni ordinarie. Fu previsto inoltre che si assegnasse 1 azione gratuita ogni 3 sottoscritte a tutti coloro che avrebbero conservato le azioni per un anno. La cifra investita da ogni dipendente ammontava a circa mwa0q4 500 euro.cite-ref-16-99-gruppotim-it-cita-104-0[104]
Il 16 ottobre 2014 venne comunicato che nel triennio 2014-2016 l'azienda avrebbe investito 9 miliardi di euro nello sviluppo delle infrastrutture di Rete. 3,4 miliardi erano destinati a sviluppare reti e servizi, soprattutto riguardanti il mwa0o4G e la mwa0sFibra ottica.cite-ref-105[105]
Nell'ottobre 2014 sono stati approvati i programmi per la realizzazione in Calabria e in Molise della rete in fibra ottica. Telecom Italia si è aggiudicata, infatti, il Bando per le Regioni Calabria e Molise, relativo alla concessione di un contributo a un progetto d'investimento per la realizzazione di nuove infrastrutture ottiche passive abilitanti alle reti NGAN (Next Generation Access Network). Il principale obiettivo dei programmi era quello di fornire connettività con banda ultralarga a 227 comuni delle due regioni per favorire il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda Digitale Europea.cite-ref-106[106]
Nei primi mesi del 2015 il programma per la realizzazione della rete in fibra ottica ha coinvolto anche le regioni Puglia e Basilicata.cite-ref-107[107]
I comuni pugliesi coinvolti erano 148, mentre in Basilicata i comuni coperti dal servizio erano 64, ma il piano complessivo prevedeva di raggiungere 600 comuni entro il 2016 per una copertura di oltre il 50% della popolazione.cite-ref-108[108] Nell'agosto 2015, Telecom Italia si è aggiudicata il Bando del Ministero dello Sviluppo Economico per la concessione di un contributo pubblico per la realizzazione di infrastrutture a banda larga in 136 comuni della Sicilia.cite-ref-109[109]
Nel dicembre 2014, Telecom Italia ha celebrato cinquant'anni d'innovazione e ricerca in concomitanza con l'anniversario del centro di ricerca e innovazione del Gruppo, nato nel 1964 a Torino come mwa20CSELT (Centro studi e laboratori telecomunicazioni) e divenuto mwa24TILab nel 2001 (acronimo di Telecom Italia Lab; mentre il vecchio gruppo di Tecnologie vocali è divenuto lo mwa28spin-off mwa3aLoquendo nello stesso anno).cite-ref-112[112]cite-ref-113[113]
Il Centro ha messo a punto le prime sperimentazioni di trasmissioni su cavi ottici interrati già negli anni '70, la definizione dello standard mwa3oMPEG (Moving Picture Experts Group) per la compressione digitale del segnale audio-video, che ha permesso la diffusione dei file musicali compressi mp3 a dimensione ridotta su tutti i dispositivi (tablet, smartphone e PC) e le prime forme di video comunicazione digitale.cite-ref-114[114]cite-ref-115[115]
Nel 1974 lo CSELT presentò il primo sintetizzatore vocale in tempo reale italiano.cite-ref-116[116]
Negli mwa4kanni 2000 il progredire degli studi e delle sperimentazioni ha permesso ai ricercatori di sviluppare il mwa4o4G e mwa4s4G Plus (mwa4wLTE e mwa40LTE Advanced), che hanno reso Telecom Italia la 1ª telco in Europa e la 5ª al mondo per numero di brevetti nel settore della telefonia mobile.cite-ref-117[117]
Creazione e quotazione di INWIT
L'azienda è anche un fornitore di servizi nel mwa54sistema pubblico di connettività (SPC), gestisce una parte della connettività mwa58internet e mwa6aintranet della mwa6epubblica amministrazione italiana, in attesa del subentro dei fornitori che a maggio 2015 sono risultati aggiudicatari della gara mwa6iConsip.cite-ref-120[120]
A partire da luglio 2015, l'intera offerta di mwa7mtelefonia fissa, mwa7qmobile e mwa7uinternet del gruppo subisce un vero e proprio processo di razionalizzazione, venendo ricondotta totalmente sotto il marchio TIM, ora non più acronimo; alla stessa data è divenuto operativo il sito unificato di TIM, comprendente tutta la gamma di servizi offerti, oltre all'assistenza tecnica e commerciale per telefonia fissa e mobile.
La scalata del gruppo Vivendi
Nell'ottobre 2015 il gruppo mwa7gfrancese mwa7kVivendi si mosse sul mwa7omercato azionario ordinario della Telecom, allo scopo di portare la propria quota di partecipazione intorno al 20% e aumentare la propria influenza sul mwa7sconsiglio di amministrazione dell'azienda.cite-ref-123[123] Con tale operazione, Vivendi ottenne tre consiglieri nei comitati di gestione di Telecom.
Il 13 gennaio 2016 venne lanciato il nuovo logo mwa8eTIM a segnare una discontinuità col passatocite-ref-124[124], mentre il rastrellamento delle quote continuava a più riprese nei mesi successivi quando Vivendi portava, nel gennaio 2016, la sua quota al 21,4% e il 19 febbraio 2016 al 22,8%.cite-ref-125[125] Il 2 marzo 2016, con un investimento di 120 milioni di euro e in sole due settimane, il gruppo francese portò ulteriormente la propria quota di possesso di Telecom Italia al 23,8%.cite-ref-126[126]cite-ref-127[127] La scalata proseguì fino all'11 marzo 2016 quando il gruppo mwa9ifrancese mwa9mVivendi giunse al 24,9% di possesso divenendo il maggior azionista. Il 22 marzo il Cda ha ratificato le dimissioni di Patuano, trasferendo le sue deleghe, in attesa della nomina del nuovo AD, al presidente mwa9qGiuseppe Recchi.cite-ref-17-86-gruppotim-it-cita-128-0[128]
Il 30 marzo 2016 mwa9oFlavio Cattaneo venne nominato AD di Telecom Italia e il 21 luglio 2017 annunciò le proprie dimissioni ricevendo una liquidazione "monstre" di 25 milioni di eurocite-ref-129[129], sostituito dal manager israeliano mwa98Amos Genish.cite-ref-130[130]
Al 28 luglio 2017 il controllo della società era composta da:
• mwa-cArnaud de Puyfontaine (mwa-gpresidente esecutivo)
• mwa-4Amos Genish (mwa-8direttore operativo)
Il 7 agosto 2017, la società francese Vivendi in una nota confermò di non esercitare alcun controllo di fatto su Telecom Italia "ai sensi dell'art. 93 del Testo Unico della Finanza e dell'art. 2359 del Codice Civile".cite-ref-131[131]
Il 6 marzo 2018 venne approvato dal consiglio di amministrazione e successivamente presentato da mwa-yAmos Genish il piano triennale strategico DigiTIM 2018-2020, incentrato su innovazione digitale e digitalizzazione di tutti i processi.cite-ref-132[132]
2018-2024: L'era Elliott - CDP
Nel mese di aprile 2018, mwa-0Cassa depositi e prestiti ha acquistato azioni della società per il 4,262% del capitale ordinariocite-ref-133[133], con una visione di lungo respiro, non speculativa.
Un altro 8,847% è detenuto da mwbamPaul Singer attraverso il mwbaqfondo Elliott che, nell'assemblea societaria del 4 maggio 2018 con l'approvazione del 49,84% dei voti, ha scalzato Vivendi dal vertice, la cui lista ha ottenuto il 47,18%, nonostante che col 23,943% del capitale sociale sia sempre il maggior azionista.
Con il nuovo consiglio d'amministrazione formato da 13 consiglieri su 15 indipendenti, compreso il presidente, Telecom Italia è diventata, come auspicato da Elliott, una mwbaysocietà ad azionariato diffuso.
Il 7 maggio vennero eletti all'unanimità, con la sola loro astensione, mwbagFulvio Conti presidente e confermato Amos Genish come amministratore delegato. Arnaud de Puyfontaine rimase nel cda come consigliere.
Il 13 novembre, in seguito alle diverse strategie sullo scorporo delle rete tra Vivendi contraria e il fondo Elliott favorevole, Amos Genish venne sfiduciato dal mwbaoconsiglio di amministrazione.cite-ref-134[134] Il 18 novembre mwba8Luigi Gubitosi venne eletto nuovo amministratore delegato e direttore generale con i voti dei consiglieri nominati da Elliott.
Telecom Italia diventa Gruppo TIM
Nel 2019 Telecom Italia viene rinominata in Gruppo TIM.cite-ref-135[135]
Il 15 marzo 2019, mwbbcCassa depositi e prestiti comunica di aver acquistato altre azioni e di detenere il 9,8% del capitalecite-ref-136[136], in funzione di favorire un avvicinamento con Open Fiber.
Il 26 settembre 2019 si dimise con effetto immediato Fulvio Conti.cite-ref-137[137] Un mese più tardi, in ottobre, fu nominato presidente, su proposta del fondo Elliott, l'ex direttore generale della mwbceBanca d'Italia, mwbciSalvatore Rossi.cite-ref-138[138]
A gennaio 2022 l’incarico di Amministratore Delegato di TIM viene affidato a Pietro Labriola, manager che ha operato all’interno del Gruppo a partire dal 2001. Nel corso del suo mandato, Labriola si occupa della realizzazione e attuazione di un piano strategico volto a scorporare l’infrastruttura di rete dalle altre attività dell’azienda.cite-ref-54-5-repubblica-it-cita-139-0[139]
Lo scorporo della rete
A marzo 2022 Pietro Labriola presenta il piano industriale 2022-2024 di TIM, che prevede la creazione delle due entità NetCo (asset di rete fissa e attività wholesale domestiche e quelle internazionali di Sparkle) e ServCo (il business Consumer ed Enterprise e Brasile). La riorganizzazione, approvata dal CdA, è focalizzata sul miglioramento della visibilità delle performance operative e finanziarie e sull’ampliamento delle opportunità strategiche.cite-ref-55-11-corrierecomunicazioni-it-cita-140-0[140]
Il piano industriale 2022-2024 presentato da Pietro Labriola prevede una leggera crescita dei ricavi da servizi, Ebitda stabile e Capex di Gruppo da 4 miliardi nel 2022 a 3,8 miliardi nel 2024.cite-ref-141[141]
I risultati raggiunti nel 2022 si attestano superiori alla guidance, con ricavi da servizi a livello di Gruppo pari a 14,6 miliardi di euro, in crescita dell’1,3%. Nel quarto trimestre, i ricavi totali crescono del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2021, raggiungendo 4,3 miliardi di euro. L’Ebitda organico si attesta a 6 miliardi di euro. Anche TIM Brasil si mostra in crescita, con ricavi da servizi a 3,8 miliardi di euro (+19%).cite-ref-142[142]
Nel maggio 2022, viene firmato un memorandum tra TIM, CDP, KKR, Macquarie e Open Fiber per la creazione di un unico operatore della rete di telecomunicazioni in Italia e un’unica rete in fibra ottica, con l’obiettivo di raggiungere un accordo vincolante entro il 31 ottobre dello stesso anno con la separazione della rete fissa di TIM dalle attività commerciali e la fusione della prima con Open Fiber,cite-ref-57-80-firstonline-info-cita-143-0[143]
Nel primo semestre 2023, KKR avanza una proposta non vincolante da 15,8 miliardi per acquisire una quota in una nuova società dedicata alla rete fissa, comprensiva di una partecipazione in Sparkle.cite-ref-58-87-ansa-it-cita-144-0[144] Vengono in seguito presentate due nuove offerte non vincolanti per l’acquisizione della gcostituenda NetCo di TIM, includendo la rete infrastrutturale e la partecipazione in Sparkle. CDP Equity e Macquarie Asset Management presentano un’offerta da 17 miliardi di euro, mentre il fondo KKR una proposta leggermente superiore, pari a 17,8 miliardi di euro.cite-ref-59-81-ilsole24ore-com-cita-145-0[145]
Nel terzo trimestre 2023, il CdA dà mandato a Pietro Labriola di negoziare con KKR il miglioramento dell’offerta relativa alla rete.cite-ref-60-4-lapresse-it-cita-146-0[146] Parallelamente, il Consiglio dei Ministri approva un decreto-legge per garantire risorse finanziarie e consentire l’ingresso del Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’operazione.cite-ref-61-3-mef-gov-it-cita-147-0[147]
Nel quarto trimestre 2023, il CdA dà via libera all’offerta vincolante di KKR, del valore di 18,8 miliardi di euro, escludendo la partecipazione in Sparkle. In tale contesto viene firmato un accordo sulle operazioni che delinea i termini e le condizioni del rapporto tra TIM e la nuova società della rete.cite-ref-62-32-huffingtonpost-it-cita-148-0[148]
Nel 2023 TIM registra ricavi in crescita del 3,1%, raggiungendo 16,3 miliardi di euro, con un aumento dell’Ebitda del 5,7% a 6,4 miliardi. I risultati mostrano un incremento nei ricavi da servizi in Italia, con il quarto trimestre in crescita dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2022. In particolare, i ricavi da servizi si attestano a 4 miliardi (+3%), sostenuti da TIM Brasil (+8,2%). L’Ebitda nel quarto trimestre cresce del 6,8% a 1,6 miliardi. L’indebitamento finanziario netto rettificato ammonta a 25,7 miliardi di euro.mwbfk
Dopo l’approvazione del golden power per la vendita della rete (gennaio 2024)cite-ref-64-48-milanofinanza-it-cita-149-0[149] e quello senza condizioni della Commissione Europea (maggio 2024), la vendita della rete di TIM a KKR può essere concretizzata.cite-ref-65-22-corriere-it-cita-150-0[150] Il 1º luglio 2024 avviene il closing della cessione della rete di TIM a FIBERCOP (di cui KKR è azionista di maggioranza), con conseguente riduzione del debito del Gruppo per un valore pari a 14 miliardi di euro. Con la conclusione dell’operazione, il passaggio seguente è la valorizzazione di Sparkle nel settore delle telecomunicazioni. Ad oggi l'infrastruttura di tutta la rete di accesso telefonica è di competenza e proprietà di FIBERCOP.cite-ref-66-64-video-milanofinanza-it-151-0[151]
A ottobre 2024, TIM annuncia di aver ricevuto un’offerta non vincolante per la cessione di Sparkle, avanzata congiuntamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e da Retelit, controllata dal fondo Asterion. L’offerta attribuisce a Sparkle un valore di 700 milioni di euro, con validità fino al 15 ottobre 2024.cite-ref-67-53-corrierecomunicazioni-it-cita-153-0[153]cite-ref-68-1-soldionline-it-cita-154-0[154] Dopo due estensioni,cite-ref-70-58-ansa-it-cita-155-0[155]cite-ref-72-2-affaritaliani-it-cita-156-0[156] il 12 dicembre 2024, il CdA di TIM con il parere favorevole del Comitato parti correlate approva all’unanimità l’offerta.cite-ref-73-95-milanofinanza-it-cita-157-0[157] La firma dei contratti è prevista entro l’11 aprile 2025, mentre il completamento dell’operazione nel primo trimestre del 2026, subordinatamente alle attività richieste tra cui il rilascio delle autorizzazioni Antitrust e Golden Power.cite-ref-73-95-milanofinanza-it-cita-157-1[157]
Il 5 marzo 2025, il CdA ha approvato la relazione finanziaria 2024 registrando il ritorno all'utile nel secondo semestre dell’anno, il primo dopo il closing della cessione della rete, con un risultato positivo per 139 milioni di euro.cite-ref-74-13-milanofinanza-it-cita2-158-0[158]
2025: L'arrivo di Poste Italiane
Il 15 febbraio del 2025 mwbi0Poste Italiane annuncia di aver acquistato il 9,81% di Tim da CDP in cambio della quota del 3,78% di Nexi, rafforzando il controllo di CDP su quest'ultima.cite-ref-159[159] cite-ref-160[160]
Il 29 marzo dello stesso anno, Poste Italiane ha annunciato di aver concluso un accordo con Vivendi per l'acquisto del 15% delle azioni di TIM, da formalizzare entro il 1° settembre seguente. Come parte dell'accordo, del valore complessivo di 684 milioni di euro (0,2975 euro per singola azione), Poste Italiane ha quindi assunto il controllo del 24,81% delle quote, diventando il primo azionista dell'azienda.cite-ref-161[161]cite-ref-162[162]
2026
Consiglio di amministrazione
Il consiglio di amministrazione di TIM si compone di nove membri:
• mwbluAlberta Figari – presidente
• mwblcPietro Labriola – mwblgamministratore delegato e direttore generale
• Alessandra Perrazzelli – consigliere indipendente
• Paola Camagni – consigliere indipendente
• Federico Ferro Luzzi – consigliere indipendente
• Paola Giannotti De Ponti – consigliere indipendente
• Giovanni Gorno Tempini – consigliere
• Lorenzo Cavalaglio – consigliere indipendente
• Stefano Siragusa – consigliere indipendente
• Agostino Nuzzolo – mwbmegeneral counsel, direttore della funzione Legal and Tax, mwbmiresponsabile della protezione dei dati e segretario del consiglio di amministrazione
mwbmqFonte:cite-ref-166[166]
Azionariato
La struttura azionaria, al 11 dicembre 2025, risultava così compostacite-ref-167[167]:
• mwbnePoste Italiane 27,32% (Italia)
• Gruppo Telecom Italia 0,629%
• Altri azionisti 34,185%
Cronologia dei vertici aziendali
| Periodo | Carica e nome | Note |
|---|---|---|
| 1999-2001 | Presidente e amministratore delegato: Roberto Colaninno | [ 168 ] |
| 2001-2006 | Presidente: Marco Tronchetti Provera Amministratore delegato: Riccardo Ruggiero | [ 169 ] |
| 2006-2007 | Presidente: Guido Rossi Amministratore delegato: Riccardo Ruggiero | [ 169 ] |
| 2007 | Presidente: Pasquale Pistorio Amministratore delegato: Riccardo Ruggiero | [ 170 ] |
| 2007-2011 | Presidente: Gabriele Galateri di Genola Amministratore delegato: Franco Bernabè | [ 171 ] |
| 2011-2013 | Presidente: Franco Bernabè Amministratore delegato: Marco Patuano | [ 172 ] |
| 2013-2017 | Presidente: Giuseppe Recchi Amministratore delegato: Marco Patuano (2013-2016) Amministratore delegato: Flavio Cattaneo (2016-2017) | [ 173 ] |
| 2017-2018 | Presidente esecutivo: Arnaud de Puyfontaine Vice presidente: Giuseppe Recchi Amministratore delegato e direttore operativo: Amos Genish | [ 174 ] |
| 2018-2025 | Presidente: Fulvio Conti (2018-2019 ) Presidente facente funzioni: Michele Valensise (2019) Presidente: Salvatore Rossi (2019-2024) Presidente: Alberta Figari (2024-) Amministratore delegato e Direttore generale: Amos Genish (2018) Amministratore delegato e Direttore generale: Luigi Gubitosi (2018-2021) Amministratore delegato ad interim: Salvatore Rossi (2021-2024) Direttore generale: Pietro Labriola (2021-) Amministratore delegato e Direttore generale: Pietro Labriola (2022-) | [ 175 ] [ 176 ] [ 177 ] |
Controversie
Scandalo Telecom Italia-SISMI
Telecom Italia è stata interessata, insieme al mwbxcServizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI), da vicende riguardanti attività di intercettazione nel 2005-2006, tra cui il mwbxgcaso Abu Omarcite-ref-178[178] e lo spionaggio di mwbx0Alessandra Mussolini prima delle elezioni regionali nel mwbx4Lazio, nel 2005.cite-ref-179[179] Si tratta dello mwbymmwbyqScandalo Telecom-Sismi.
Secondo la procura di Milano, gli intercettati erano giudici, giornalisti, politici e uomini di altri servizi (l'indagine peraltro è correlata al suicidio, avvenuto nel 2006, di Adamo Bove, mwbyymanager di Telecom Italia, avente incarichi nel campo della sicurezza). Per Telecom Italia, che si era precedentemente costituita parte civile, la prima mwbycCorte d’Assise di mwbygMilano ha stabilito un risarcimento pari a 10 milioni di euro da parte degli imputati.cite-ref-180[180]
Le spese per i braccialetti elettronici
Una commessa pubblica affidata a Telecom e relativa al monitoraggio di alcuni mwby8braccialetti elettronici (una misura adottata per il controllo dei mwbzadetenuti) ha sollevato dibattito portando all’epoca a diverse considerazioni. Dal 2001 al 2011 lo Stato ha versato a Telecom 81 milioni di mwbzeeuro di abbonamento per la tracciatura di quei dispositivi. La mwbziCorte dei conti ha rilevato il limitato utilizzo di dispositivi (14 unità) relativamente alle risorse impiegate. Nel 2011 il ministro del mwbzmgoverno Monti, mwbzqAnnamaria Cancellieri, ha rinnovato la commessa per ulteriori sette anni.cite-ref-181[181] L’operazione è stata accompagnata da osservazioni di carattere generale riferiti alla presenza nella società di Piergiorgio Peluso, generando diverse posizioni in materia che hanno caratterizzato il dibattito in quel frangente.cite-ref-182[182]
Business unit
• TIM Consumer: dedicata agli individui e le famiglie, offre servizi e prodotti di telefonia fissa e mobile per la comunicazione e l’intrattenimento, e accompagna le piccole e medie imprese verso la mwbaadigitalizzazione con un portafoglio ritagliato sulle loro esigenze. cite-ref-6-15-corrierecomunicazioni-it-cita-183-0[183] Per il segmento Retail, TIM ha inoltre lanciato il second brand Kena Mobile, caratterizzato da semplicità ed economiacite-ref-184[184].
• TIM Enterprise: dedicata ad aziende e Pubblica Amministrazione, attraverso Cloud, mwbaoIoT e mwbasCybersecurity realizza soluzioni end–to–end per realizzare la digital transformation dell’Italia avvalendosi della più grande rete di data center in Italia, delle competenze di società del Gruppo come Noovle, mwbawOlivetti e Telsy, e di partnership con gruppi di primaria importanza. cite-ref-4-19-corrierecomunicazioni-it-cita-185-0[185]
• TIM Brasil: è uno dei principali player nel mercato sudamericano delle comunicazioni e leader nella copertura 4G e 5G. cite-ref-5-56-key4biz-it-cita-186-0[186]
Operazioni societarie
Acquisizioni
Il piano industriale portò Telecom Italia ad acquistare aziende che si occupavano di internet a banda larga e del campo dei media.
• Nel 2000, le attività della new economy di Telecom Italia S.p.A furono conferite tramite la controllata mwbb8Tin.it a mwbcaSeat (che nel frattempo aveva acquistato il portale mwbceVirgilio.it), facendo ritornare l'editore delle Pagine Gialle all'interno del gruppo.cite-ref-187[187]
• Nel 2003, il ramo d'azienda di mwbd8Seat, che si occupava delle mwbeaPagine Gialle, venne venduto a una cordata di investitori italiani raggruppati nella Silver. Mentre le attività internet e media vennero riunite nella società mwbeiTelecom Italia Media.cite-ref-19-77-gruppotim-it-191-0[191]
• Nel 2006, Telecom Italia acquistò la AOL Germany da mwbfaTime Warner.cite-ref-repubblica2006-09-190-1[190]
Cessioni
Nell'ambito del piano di focalizzazione sul mwbf0core business sono state cedute quasi tutte le partecipazioni in aziende manifatturiere (tranne l'Olivetti Tecnost, ribattezzata mwbf4Olivetti S.p.A. nel 2005), alcune aziende non strategiche e varie partecipate straniere.
• Nel 2000, venne ceduto il 48,77mwbgg % di mwbgkItaltel al fondo Clayton, Dubilier & Rice, il 18,40mwbgs % alla mwbgwCisco Systems. Telecom mantenne in Italtel una quota del 19,37mwbg0 %.cite-ref-195[195]
• Nel 2000, il 3 agosto Telecom Italia cedette mwbhmSirti, collegata che lavorava nell'impiantistica per le reti di telecomunicazioni, a un gruppo di investitori italiani riuniti nella società Wiretel.
• Nel 2002, Telecom Italia vendette mwbiaSogei, Società che gestisce l'mwbieAnagrafe tributaria, al mwbiiMinistero dell'economia e delle finanze
• Nel 2004, venne venduto l'operatore mobile venezuelano Digitel a CANTV.cite-ref-198[198]
• Nel 2008, venne venduta mwbj0Alice France all'operatore transalpino mwbj4Free.cite-ref-200[200]cite-ref-201[201]cite-ref-202[202]
• Nel 2009, venne ceduta la Hansenet Telekommunikation GmbH (operante nelle attività mwbk0broadband in Germania) al gruppo mwbk4Telefónica.cite-ref-21-20-gruppotim-it-203-0[203]
• Nel 2010, la società vendette a mwblqFrance Télécom il 70mwblu % in suo possesso dell'Elettra Tlc, azienda che si occupa di posa e manutenzione di mwblccavi sottomarini.cite-ref-204[204]cite-ref-205[205]
• Nel 2013, cedette il 51% in suo possesso dell'emittente mwboeMTV a mwboiMTV Networks Europe, sussidiaria di mwbomViacom.
• Nel 2016, cedette il 51% di Sofora Telecomunicaciones (mwbouTelecom Argentina) al gruppo Fintech.
• Nel 2022, cedette una quota pari al 41% della holding Daphne 3, detentrice a sua volta di una quota del 30,2% in mwbogInfrastrutture Wireless Italiane (INWIT), ad un consorzio guidato dal mwbokfondo di investimento mwbooArdian.cite-ref-210[210]
• Nel 2024, cedette le proprie quote delle reti NetCo e mwbpeFiberCop a un consorzio guidato dal fondo mwbpiKKR & Co. L.P..cite-ref-211[211]cite-ref-212[212]
Operazioni nei media
• Nel 2014 è stato approvato il processo di mwbp4fusione per incorporazione di mwbp8Telecom Italia Media in Telecom Italia,cite-ref-sole-97-1[97] definitivamente perfezionato il 30 settembre 2015.cite-ref-24-64-gruppotim-it-213-0[213]
• Il 30 giugno 2014 è nata mwbqkPersidera S.p.A., in seguito al perfezionamento dell'integrazione tra mwbqoTelecom Italia Media Broadcasting S.r.l. e l'allora mwbqsGruppo editoriale L'Espresso.
L'operazione, avviata già alcuni mesi prima, prevedeva che TI Media detenesse il 70% delle azioni di Persidera, mentre il gruppo editoriale L'Espresso il 30%. Attraverso questa unione, Persidera è diventata un operatore di rete a copertura nazionale titolare di cinque multiplex digitali.cite-ref-214[214]
Tra le cessioni realizzate figurano anche quella approvata dal CdA di TI Media relativa a La7, ceduta per un importo pari a 1 milione di euro a Cairo Communication,cite-ref-59-7-corrierecomunicazioni-it-cita-215-0[215] e l’operazione per la cessione del 51% di Mtv a Viacom per circa 13,4 milioni di euro. Il gruppo statunitense, già titolare della partecipazione residua del 49%, ha così acquisito l’intero pacchetto azionario dell’emittente.cite-ref-60-23-milanofinanza-it-cita-216-0[216]
Servizio universale
TIM, in quanto operatore di telefonia con la maggiore quota di mercato è indicato dall’Agcom come il soggetto obbligato a fornire il mwbrwservizio universale in Italia.cite-ref-217[217]
Dati economico-finanziari
2007-2009
Nel 2007 Telecom Italia S.p.A. ha chiuso l'esercizio con un mwbsqricavo di 31,013 milioni di euro, un mwbsuEBIT di 5,955 milioni, un mwbsyprofitto di 2,455 milioni. L'mwbscindebitamento finanziario netto ammonta a 35,701 milioni, il mwbsgpatrimonio netto a 26,985 milioni, la mwbskcapitalizzazione in borsa è di 39,345 milioni di euro. La Telecom ha impiegato mediamente mwbso79 628 dipendenti. Detiene partecipazioni per 11,19 milioni di euro.cite-ref-218[218]
Nell'esercizio 2008, ha ottenuto mwbta30 158 milioni di euro di ricavi, un EBIT di mwbte5 463 milioni di euro, un utile netto di mwbti2 215 milioni di euro. L'indebitamento finanziario netto ammonta a mwbtm20 039 milioni di euro, il patrimonio netto a mwbtq26 856 milioni di euro, la capitalizzazione in borsa è di mwbtu34 049 milioni di euro.cite-ref-25-51-gruppotim-it-219-0[219]
Nel corso dell'esercizio relativo all'anno 2009, il Gruppo ha generato un ricavo pari a mwbts27 163 milioni di euro, un mwbtwEBITDA di mwbt011 115 milioni di euro, un utile netto di mwbt41 581 milioni di euro e ha effettuato investimenti industriali per mwbt84 543 milioni di euro. L'indebitamento finanziario netto ammonta a mwbua34 747 milioni di euro. Il personale del Gruppo, al 31 dicembre 2009, è pari a mwbue71 384 unità di cui mwbui60 872 in Italia. Alla stessa data, il numero di accessi retail alla rete fissa in Italia è di circa 16,1 milioni, gli accessi mwbumbroadband retail in Italia ammontano a 7 milioni, le linee TIM a 30,8 milioni e i clienti della TIM brasiliana 41,1 milioni. La7 ha uno mwbuqmwbuushare medio giornaliero del 3,0% mentre i visitatori unici di Virgilio si attestano a circa 3,2 milioni al giorno.cite-ref-26-89-gruppotim-it-220-0[220]
2010-2012
Il gruppo Telecom Italia nel 2010 ha ottenuto mwbve27 571 milioni di euro di ricavi, un EBITDA di mwbvi11 412 milioni di euro, un utile netto di mwbvm3 121 milioni di euro e ha effettuato investimenti industriali per mwbvq4 583 milioni di euro. L'indebitamento finanziario netto ammonta a mwbvu32 087 milioni di euro. Il personale del Gruppo, al 31 dicembre 2010, è pari a mwbvy84 200 unità di cui mwbvc58 045 in Italia. Alla stessa data, il numero di accessi mwbvgretail alla rete fissa in Italia è di circa 15,4 milioni, gli accessi mwbvkbroadband retail in Italia ammontano a 7,2 milioni, le linee TIM a 31 milioni, i clienti della TIM brasiliana a 51 milioni e le linee mobili in Paraguay a 1,9, mentre in Argentina le linee fisse sono 4,1 milioni, 1,4 milioni gli accessi mwbvobroadband, 16,3 milioni i clienti mobili. La7 ha uno mwbvsshare medio giornaliero del 3,1% e i visitatori unici di Virgilio sono in media 3,7 milioni al giorno.cite-ref-27-76-gruppotim-it-221-0[221]
Nel 2011 il Gruppo ha ottenuto mwbwe29 957 milioni di euro di ricavi, un EBITDA di mwbwi12 246 milioni di euro, un utile netto negativo di mwbwm4 726 milioni di euro (causa impatto negativo della svalutazione dell'avviamento) e ha effettuato investimenti industriali per mwbwq6 095 milioni di euro. L'indebitamento finanziario netto ammonta a mwbwu30 414 milioni di euro. Il personale del Gruppo, al 31 dicembre 2011, è pari a mwbwy84 124 unità di cui mwbwc56 878 in Italia. Alla stessa data, il numero di accessi retail alla rete fissa in Italia è di circa 14,7 milioni, gli accessi mwbwgbroadband retail in Italia ammontano a 7,1 milioni, le linee TIM a circa 32,2 milioni, quelle della TIM brasiliana a 64,1 milioni e le linee mobili in Paraguay a 2,1, mentre in Argentina le linee fisse sono 4,1 milioni, 1,5 milioni gli accessi mwbwkbroadband, 18,2 milioni i clienti mobili.cite-ref-28-54-gruppotim-it-222-0[222]
Nel 2012 Telecom Italia ha chiuso l'esercizio con investimenti pari a 5,19 miliardi, 23,01 miliardi di patrimonio nettocite-ref-29-67-gruppotim-it-223-0[223] e realizzato ricavi per 29,50 miliardi, di cui: 17,88 miliardi da BU Domestic; 7,47 miliardi da BU Argentina; 3,78 miliardi da BU Brasile; 0,56 miliardi da Media, Olivetti e altro. A tali dati sono da sottrarre 206 milioni di elisioni. EBITDA di 11,64 miliardi, Ebit di 1,92 miliardi, perdite per 1,27 miliardi. I risultati sono in contrazione rispetto all'esercizio precedente per via della crisi economica italiana (BU Domestic) e della riduzione dei corrispettivi per la terminazione su rete mobile, decisa dall'AGCOM. La perdita è altresì imputabile a una svalutazione dell'avviamento pari a 4,43 miliardi.
2013-2018
Nel 2013, il gruppo Telecom Italia ha effettuato investimenti per 4,4 miliardi, 26,8 miliardi di investimento finanziario netto e ha ottenuto 23,4 miliardi di euro di ricavi, di cui: 16,17 miliardi dalla BU Domestic; 6,94 miliardi dalla BU Brasile; 0,39 miliardi da Media, Olivetti e altre attività. I ricavi sono in riduzione a causa delle contrazioni delle attività domestiche e brasiliane. A causa di svalutazioni dell'avviamento dovute a deterioramento del contesto macroeconomico, delle decisioni dell'AGCOM riguardo ai prezzi di accesso mwbxuwholesale alla rete in rame, mwbxyperformance commerciali, indicatori finanziari e aspettative della mwbxcbusiness unit domestic, riporta 9,54 miliardi di EBITDA, 2,71 miliardi di Ebit e perdita di 674 milioni. Il valore residuo di impianti, immobili e macchinari ammonta a 12,29 miliardi, 6,28 miliardi il valore residuo delle "conoscenze" intese come concessioni, brevetti, licenze, diritti di brevetto industriale e di utilizzazione di opere d'ingegno, 20,18 miliardi di patrimonio netto.cite-ref-30-95-gruppotim-it-224-0[224]
Il Gruppo nel 2014 ha effettuato 4,94 miliardi di investimenti ottenendo 8,79 miliardi di EBITDA, 4,53 miliardi di Ebit, un utile netto consolidato di 1,35 miliardi di euro e un ricavo 21,57 miliardi di euro, di cui: 15,30 miliardi dalla BU Domestic; 6,24 miliardi dalla BU Brasile; 0,71 miliardi da Media e altre attività. A partire dal 2014, la mwbx0business unit domestic accoglie, oltre a Core Domestic e International Wholesale, anche il gruppo Olivetti; il periodo posto a confronto è stato di conseguenza modificato.cite-ref-31-98-gruppotim-it-225-0[225]
Nel 2015, Telecom Italia S.p.A. termina l'eserciziocite-ref-32-25-gruppotim-it-226-0[226] con un EBITDA pari a 5,266 miliardi di euro, un debito finanziario di 25,9 miliardi di euro e ricavi dai servizi domestici attestati a 14,058 miliardi di euro, dei quali: 10,372 miliardi derivanti dal mercato della rete fissa e 4,517 miliardi da quello mobile.
La politica della riduzione dei costi ha portato, tra le altre cose, alla riduzione del personale di 23 mila unità dal 2007 al 2017, di cui 16 mila in Italia, e si inquadra in una più ampia strategia di ristrutturazione aziendale.cite-ref-228[228]
2019-2024
Nel 2019 il Gruppo registra un utile netto pari a 1,3 miliardi, tornando al dividendo, con ricavi da servizi pari a 15,6 miliardi di euro, al netto del contributo di Telecom Italia Sparkle.cite-ref-63-68-primaonline-it-cita-229-0[229]
Nel 2021 migliorano i dati relativi all’indebitamento, 22,187 miliardi di euro, con un calo di 1,14 miliardi rispetto all’anno precedente, mentre risultano in contrazione i ricavi, a 15,3 miliardi di euro, e l’EBITDA organico a 6,2 miliardi. Nello stesso anno, gli investimenti industriali raggiungono 4,63 miliardi di euro e prende avvio il processo di scorporo tra servizi e rete.cite-ref-66-3-soldionline-it-cita-232-0[232]cite-ref-67-98-gruppotim-it-233-0[233]
Nell’anno successivo si registrano ricavi per 15,788 miliardi di euro, 6,0 miliardi di EBITDA organico e investimenti industriali per 4,077 miliardi, con ricavi da servizi pari a 14,6 miliardi (in crescita dell’1,3% rispetto al 2021).cite-ref-68-16-finanza-lastampa-it-cita-234-0[234]cite-ref-69-46-gruppotim-it-235-0[235]
Nel 2023, per la prima volta dopo 22 trimestri, crescono i ricavi, per un totale di 16,296 miliardi di euro. In crescita anche l’EBITDA organico a 6,4 miliardi, mentre la perdita netta è più che dimezzata, a 1,441 miliardi.cite-ref-70-86-finanza-lastampa-it-cita-236-0[236]cite-ref-71-6-gruppotim-it-237-0[237]
Nel 2024 i ricavi del primo bilancio successivo alla cessione di Netco ammontano a 14,5 miliardi di euro, con ulteriore calo della perdita del 67% rispetto all’esercizio precedente, a 364 milioni e un ritorno all’utile per 139 milioni di euro.cite-ref-72-24-gruppotim-it-238-0[238]cite-ref-73-34-ilsole24ore-com-cita-239-0[239]
Identità aziendale
Il logo Telecom Italia venne presentato nel 1994, ma è da considerare il frutto di un'evoluzione storica e dei cambiamenti dell'azienda. L'origine del simbolo è infatti da rintracciare nei loghi delle società SIP e STET, che hanno portato alla nascita di Telecom Italia. Rispetto allo storico marchio SIP, presentato nel 1983, le variazioni riguardano prevalentemente il mwb24lettering e il colore. Le quattro "ondine" rosse, scese a tre nel 2003, intendono richiamare i cavi telefonici attraverso cui avviene la comunicazionecite-ref-240[240]. Il nuovo logo, in uso dal 2016, si ispira al mwb3mtrigramma mwb3qmwb3uGèn (montagna, riflessione) del mwb3ylibro dei Mutamenti.
Loghi
mwb3kTIM
mwb94Kena Mobile
Archivio storico
Lmwb-g'mwb-kArchivio storico TIM (fino al 2016 mwb-oArchivio storico Telecom Italia), inaugurato a Torino nel 1998, dispone di 18mwb-s km lineari di immagini storichecite-ref-34-86-archiviostorico-gruppotim-it-244-0[244] ed è fra i maggiori archivi d'impresa sul territorio italiano e in Europa. Il fondo Telecom Italia S.p.A. (mwb-aestremi cronologici: fine mwb-eXIX secolo-2000)cite-ref-245[245] costituisce una straordinaria fonte di documentazione storica e tecnica per le ricerche sulle reti elettrica e telefonica perché raccoglie non soltanto il fondo documentario del principale operatore telefonico italiano, ma anche gli archivi di alcune società elettriche del Nord-Ovest operanti dalla fine dell'Ottocento ai primi mwb-yanni Trenta del Novecento. Sono inoltre conservati più di 1800 oggetti, apparecchi e attrezzature, dalle centrali di sistema ai selettori, dai contatori alle cassette duplex, dai relè ai tavoli di prova, dai telefoni ad uso pubblico e privato agli attrezzi di lavoro, oltre a un ricco patrimonio librario di volumi tecnici specializzati. Nel 1992 è stato riconosciuto di notevole interesse storico dalla Soprintendenza per i beni archivistici del Piemonte del Ministero per i beni e le attività culturali.
Azioni
TIM è stata quotata per la prima volta sul mercato della mwb-kBorsa di Milano il 27 ottobre 1997, in seguito alla sua mwb-oprivatizzazione. Le azioni della società sono state collocate tramite un'mwb-sOfferta Pubblica di Vendita (OPV) a un prezzo di circa 10.902 mwb-wlire per azione.cite-ref-246[246]cite-ref-valore-247-0[247]
Dividendi
• 24 febbraio 2021. Azioni ordinarie: 0,01 euro per azione; azioni risparmio: 0,0275 euro per azione.
• 23 aprile 2020. Azioni ordinarie: 0,01 euro per azione; azioni risparmio: 0,0275 euro per azione.
• 21 febbraio 2019. Azioni ordinarie: 0 euro per azione, azioni risparmio: 0,0275 euro per azione.cite-ref-248[248]
• 18 giugno 2018. Azioni ordinarie: 0 euro per azione; azioni risparmio: 0,0275 euro per azione.
• 19 giugno 2017. Azioni ordinarie: 0 euro per azione; azioni risparmio: 0,0275 euro per azione.
• 20 giugno 2016. Azioni ordinarie: 0 euro per azione; azioni risparmio: 0,0275 euro per azione.
• 22 giugno 2015. Azioni ordinarie: 0 euro per azione; azioni risparmio: 0,0275 euro per azione.
• 22 aprile 2014. Azioni ordinarie: 0 euro per azione; azioni risparmio: 0,0275 euro per azione.
• 25 aprile 2013. Azioni ordinarie: 0,02 euro per azione; azioni risparmio: 0,031 euro per azione.
• 21 maggio 2012. Azioni ordinarie: 0,043 euro per azione; azioni risparmio: 0,054 euro per azione.
• 18 aprile 2011. Azioni ordinarie: 0,058 euro per azione; azioni risparmio: 0,069 euro per azione.
• 24 maggio 2010. Azioni ordinarie: 0,05 euro per azione; azioni risparmio: 0,061 euro per azione.
• 20 aprile 2009. Azioni ordinarie: 0,05 euro per azione; azioni risparmio: 0,061 euro per azione.
Capitale sociale
Onorificenze
Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza»
—
Roma, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 ottobre 2010
Fondazione TIM
La mwcdiFondazione TIM (fino al gennaio 2016 mwcdmFondazione Telecom Italia) è stata costituita il 24 dicembre 2008 ed è attiva nel settore dell'inclusione sociale, dell’istruzione e della ricerca scientifica. Ha finanziato nel 2011 la riapertura della biblioteca provinciale "Salvatore Tommasi" dell'mwcdqAquilacite-ref-254[254] e vari progetti destinati ai giovani, tra cui il progetto La Scala fa scuola, in collaborazione con l’Accademia Teatro La Scala di Milano.
Ha inoltre contribuito, con uno stanziamento di 6 milioni di euro, al finanziamento del restauro del Mausoleo di Augusto di Roma.cite-ref-82-71-comune-roma-it-cita-255-0[255]
Apparecchi telefonici prodotti
La Telecom ha prodotto diversi tipi di mwceatelefoni fissi per utenza privata, tra i quali i diversi tipi di mwceeSirio (in sostituzione del precedente telefono mwceiSIP) quali mwcemSirio 2000, mwceqSirio 187, mwceuSirio, mwceySirio Classico e mwcecSirio Maxi, il cordless mwcegAladino ed il mwcekvideotelefono Telecom. Dal 2016 il mwceoSirio Classico viene prodotto per conto di mwcesTIM, insieme ad altri telefoni cordless che vengono frequentemente associati alla mwcewfibra ottica. Nel 2020 è stata lanciata la linea TIM Green, con l’obiettivo di offrire prodotti e servizi a minore impatto ambientale, attraverso smartphone ricondizionati, una SIM green di dimensioni ridotte e a minore utilizzo di plastica e servizi di economia circolare. Nell’ambito di tale evoluzione, alla fine del 2019 è stata lanciata l’eSim, una Sim virtuale che non si inserisce fisicamente nei dispositivi ma che si carica in memoria attraverso un codice.cite-ref-94-68-repubblica-it-cita-256-0[256]cite-ref-95-87-repubblica-it-cita-257-0[257]
Note
cite-note-8-52-aiad-it-cita-11. ↑ mwcf8mwcgamwcgeTIM S.p.A., su mwcgiaiad.it.
cite-note-22. ↑ mwcgySimone Freddi, mwcgcmwcggTIM compie 20 anni e diventa il "brand unico" del gruppo Telecom Italia, su mwcgkengage.it, 14 luglio 2015. mwcgoURL consultato il 9 agosto 2018 mwcgs(archiviato dall'mwcgwurl originale il 25 luglio 2018).
cite-note-33. ↑ mwcha(mwchemwchiEN) mwchmmwchqGlobal 500, su mwchufortune.com. mwchyURL consultato il 28 aprile 2015.
cite-note-44. ↑ mwcho(mwchsmwchwEN) mwch0mwch4List of All ETSI Full Members - ETSI Associate Members - Observers - Counsellors, su mwch8portal.etsi.org.
cite-note-55. ↑ mwcimmwciqmwciuConsip aggiudica la gara SPC: con il nuovo Sistema Pubblico di Connettività la PA risparmia 2 miliardi di euro in 7 anni, su mwciyconsip.it, 28 aprile 2015. mwcicURL consultato il 6 agosto 2018 mwcig(archiviato dall'mwcikurl originale il 21 giugno 2015).
cite-note-66. ↑ mwci0mwci4mwci8Contratti SPC e S-Ripa: istruzioni per l'uso, su mwcjaconsip.it, 23 giugno 2015. mwcjeURL consultato il 6 agosto 2018 mwcji(archiviato dall'mwcjmurl originale il 22 ottobre 2016).
cite-note-77. ↑ mwcjcmwcjgmwcjkConsip e AgID: sottoscritti i contratti per la connettività e aggiudicati i primi due lotti della gara per i servizi cloud, su mwcjobitmat.it, 25 maggio 2016. mwcjsURL consultato il 6 agosto 2018.
cite-note-88. ↑ mwcj8Aldo Fontanarosa, mwckamwckeTelecom va in pensione, Tim sarà il marchio unico dell'ex monopolista, in mwckimwckmla Repubblica, 13 gennaio 2016. mwckqURL consultato il 6 agosto 2018.
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Voci correlate
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• Wikisource
• Wikimedia Commons
• Wikisource contiene una pagina dedicata a Gruppo TIM
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Gruppo TIM
• Wikinotizie contiene l'articolo Il canone Telecom è illegittimo, 27 marzo 2006
• Wikinotizie contiene l'articolo Si è suicidato il responsabile security di Telecom Italia, 21 luglio 2006
• Wikinotizie contiene l'articolo Intercettavano illegalmente attraverso la Telecom: molti arresti, 20 settembre 2006
• Wikinotizie contiene l'articolo Arrestato ex numero due del SISMI per l'inchiesta Telecom, 12 dicembre 2006
Collegamenti esterni
• (IT, EN) Sito ufficiale, su gruppotim.it.
• Gruppo TIM (canale), su YouTube.
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